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mercoledì 11 marzo 2020

COMUNQUE NON VORREI SBAGLIARMI



























In questo momento di incertezza, provare a scommettere sugli scenari futuri,  intendo dire da qui all'estate, non è semplicissimo. I mediatori della comunicazione ci bombardano tutti i giorni, i tuttologi da tastiera sono come gli eserciti di un secolo fa, il mouse o il touch screen sostituiscono la baionetta... Ci stiamo convincendo che la prima soluzione ( quella di muoverci meno possibile) sia quella giusta, stiamo accettando una sorta di coprifuoco, che giocoforza crea una nostra angoscia, timore, chiamatelo come volete... Parecchi di noi sono impossibilitati a svolgere la propria attività lavorativa, il danno economico sulle famiglie è già notevole dopo 20 giorni di allarme, e di fronte, a quanto dicono gli 'esperti', da qui a un mese sarà ancora peggio, riusciremo giusto a mangiare e soddisfare i bisogni primari. Tralasciamo il senno del poi, c'è in giro un sacco di gente che avrebbe fatto questo e non quello, ma la morale della favola è che quando arriva un terremoto, nessuno è pronto all'emergenza, bisogna quindi arrabattarsi. penso quindi al clima di tensione negli ospedali, ma penso anche a chi non potrà pagare le utenze domestiche perchè non porta a casa da vivere, penso agli imprenditori, ai piccoli imprenditori che non potranno pagare gli operai, oppure per pagarli dovranno poi cessare l'attività. Penso ai danni psicologici, che non si possono quantificare, ma ci saranno e penso ai risparmiatori, quasi tutti, chi più chi meno, saranno nei premi: finita la paura, arriverà il conto salato, nel silenzio assoluto, ciascuno si leccherà le ferite delle perdite di valore dei propri risparmi, come la settimana successiva all'11 settembre 2001, ve lo ricordate vero ? Una guerra silenziosa, dove i poveracci (noi) pagheranno il conto, lo Stato se ne laverà le mani e verranno invocate nuove elezioni per l'incapacità di aver gestito la situazione... Ce la faremo ? Certo che ce la faremo, taglieremo le spese per la prossima estate, taglieremo ciò che stiamo già tagliando, i denari perduti in queste settimane e nelle prossime, saranno per qualcuno una vera tragedia e come tutti i giorni andati, saranno tali, nessuno recupererà più, un lusso sarà tornare alla normalità. Un panico così, se ci pensate, lo possono inventare anche l'inverno prossimo, ma forse farlo tutti gli anni, non conviene. Amici miei, speriamo di non aver scritto una minchiata, diamoci l'appuntamento al 30 giugno per capire se il nocciolo (il probleme economico) sarà stato centrato. La salute vale più dell'oro, il problema resta sempre per chi rimane ad affrontare il futuro, per giovani, adulti e anziani,  (siamo tutti dentro quindi)...

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