Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

lunedì 30 marzo 2020

DRIO EL CONDùTO
























Prima di scrivere questo post, ho fatto un giro virtuale su google maps, per riscoprire le poche strade che conosco in quel paesino in provincia di Rovigo, e mi sono accorto che la forma dei confini di questo Comune è veramente incredibile e ve la faccio vedere qui:



















Trentadue kilometri quadrati, quasi il doppio di Legnano e 5000 abitanti, la dodicesima parte della Città del Carroccio. Il mio legame con Villadose sono le numerose vacanze estive degli anni '70 fatte con la nonna Pasqua che tornava al paesello a ritrovare fratelli, sorelle, nipoti... L'alluvione del 1951 devastò Villadose, molti persero vita e casa, per molti altri il trasferimento in Lombardia o in Piemonte fu l'unica speranza... E allora in questi giorni di reclusione forzata, tra i tanti ricordi che affiorano, non mancano i flashback di quelle vacanze, immersi nella natura, in un contesto che poco ha a che fare con quello della mia vita iniziata e trascorsa per 56 anni a Legnano. Ma qui a Villadose c'è anche il seme della mia vita: nonna Pasqua e nonno Valente sono nati e cresciuti li, in una passione d'amore è nato mio padre Ugo e guarda il caso, anche mia mamma Ivana è nata li anche se poi si sono sposati qui a Legnano... Poi la verità è che mi piaceva molto stare la in quei 10-15 gg che mi erano concessi, il viaggio in treno, la Zia Lucinda che ci veniva a prendere in stazione, i cugini e le cugine, le zie, le nonne e nonni aggiunti... A Rovigo si andava dalla zia che abitava in centro prima e in una bellissima villa poi, mentre drio el condùto si andava da Milio e a Nadaìna, fratello e cognata della nonna Pasqua che faceva parte de a famèja dei fornari... E in quel 'conduto' già pieno di una spessa coltre di verde negli anni '70, il mio papà diceva che da ragazzino ci faceva il bagno coi suoi compagni di gioco e a me al pensiero faceva un po schifo... Raccogliere i cetrioli e la verdura, spostare del fieno col rastrello, vedere la mucca e l'asina nella stalla, andare a fare i bisogni nei campi, le galline e i coneji nel pollaio, il pozzo con la pompa a mano... Tutte sensazioni uniche, indimenticabili. E che dire de a fièra de san Bortoò a pochi metri dove abitava a Mariasunta e Barin... E i soprannomi che si usava dare a tutte le varie famiglie: i zopelari, cencio bòtà, a pònciona, i camarini... Avendo avuto in casa la nonna fino al 1997 il dialetto me lo sono tatuato sulla pelle, e i discorsi erano sempre quelli... Villadose, guardata ora su google sembra così diversa, el metano mi sa che è rimasto ancora un punto di riferimento, ho visto che è nata una folta zona Industriale verso Adria, ma negli anni 70 quando la frequentavo mi sa che si è no c'erano 3500 abitanti, visto la mole di abitazioni nuove nate in seguito... C'è ancora la gara dei pattini in centro alla festa di san Bartolomeo ? Mah, chissà se tornerò qualche giorno a rivivere laggiù, mi piacerebbe, ho visto che avete un palazzetto dello sport che a Legnano ancora sognamo... E il dialetto? In questi 40 anni lo avete abbandonato o resiste stoicamente ? Drio èl condùto ghè un tòco de a me vita... Berti, Corazza, Biasin, Barin, Barducco, Veronese, Pavan, Brazzo, Govoni, Chiarato, Amaro, Zennaro... Questi i cognomi dei vari parenti che ricordo...

MA LE ASSICURAZIONI ?






















Quando succede qualcosa, in qualsiasi angolo di mondo, c'è gente che ci guadagna e gente che perde tutto o parzialmente e allora mi sono chiesto quanti soldi ci stanno guadagnando le silenti assicurazioni delle polizze legate alle automobili e veicoli in genere. Sono quindi andato a spulciare qualche dato raccolto si internet e scopro che i veicoli circolanti in Italia sono oltre 38 milioni... Bene, nelle ultime 3 settimane le nostre auto, moto, furgoni, camion, pullman saranno stati usati al 10% non di più, con un beneficio ambientale notevole ma anche con un drastico abbassamento dei 'sinistri', qualche persona in meno morta e moltissimi feriti in meno, vale a dire meno da pagare per le compagnie assicurative. Si, hanno detto che i premi assicurativi si potranno pagare anche con una proroga, ma il problema rimane: in questo periodo gli utili saranno altissimi perchè di questi 38 milioni di veicoli ne sono girati pochi e quei pochi hanno certamente ridotto il loro kilometraggio. Le polizze, che non costano proprio due lire, vengono calcolate su una media, dove l'assicurazione per campare ci mette dentro un rischio, ma generalmente, il vero rischio è tutto nostro che paghiamo. Ora, se girate online cercando info sul tema, troverete solo promesse per il futuro di diminuzioni dei premi, ma la verità è che ora il silenzio su questo tema è fastidioso: nell'ultimo mese, il totale delle Compagnie sarà quello di non pagare sinistri che non ci sono stati, ma calcolati nella media, quindi milioni di euro guadagnati senza fare nulla. Fermi. Mentre concessionari auto, produttori, carrozzieri piangono, le assicurazioni ridono, in silenzio, sarebbe bello sentire da parte loro, magari qualche gesto di solidarietà, finanziato col surplus di denaro incamerato durante questa crisi. Così, per dire.

domenica 29 marzo 2020

IL SIMPATICO FRANCO LANDINI





























Oggi ho tolto dallo scaffale della mia biblioteca, il libro "Tenete alte le nostre bandiere", messo in commercio nel 2010 dal Circolone. Franco Landini è il protagonista del racconto e la curiosità è nata dall'intitolazione del nostro bocciodromo di via Massimo D'Azeglio, ricordavo la polemica per la sua intitolazione, in lizza con lui c'era l'industriale Guglielmo Donadoni , i due in vita erano amici, hanno condiviso battaglie sindacali in Tosi, poi il Guglielmo si è staccato ed ha fatto fortuna, Landini ha consumato la sua carriera come sindacalista fino al 1985 nella sua azienda. Il fatto che abbia trascorso 29 anni da Consigliere comunale, rende la sua figura più interessante dal punto di vista della 'legnanesità', essere stato eletto dal 1964 al 1993, è un bel record. Ha vissuto con Sindaci di spessore il buon Landini e la sua vita legnanese durò dal 20 luglio del 1928 al 1° gennaio del 2007. Fu anche presidente dell'ANPI.
























Eccoli i due amici mentre si scambiano un premio relativo ad un torneo di bocce sotto lo sguardo compiaciuto dell'assessore Battaglioli, il destino della loro amicizia era proprio in quell'appezzamento di terreno, il vecchio campo di via Lodi con annesso bocciodromo 'della Manifattura', ora rivive in altra forma, col bocciodromo Franco Landini e annessi campi da calcetto in sintetico. Anche quel luogo da giorni deserto per questa maledetta emergenza sanitaria... Io non voglio raccontare la storia del libro, chi fosse interessato lo troverà in libreria o direttamente al Circolone, vi dico solo che questo uomo a Legnano ha lasciato un segno, molti di voi lo avranno conosciuto e voglio postare qui sotto qualche immagine che ci riporti alla nostra cara vecchia Legnano in biancoenero, un paio di foto sono veramente interessanti, scattate in via Verdi e in corso Italia.



















Probabilmente, non fosse saltata la giunta Potestio nel 1993, il Landini avrebbe superato la soglia dei 30 anni da Consigliere, avere avuto la fortuna di vivere quei 30 anni di cambiamenti sostanziali della Città, non è male, ogni epoca comunque ha il suo bello e i suoi momenti depressi, un po come noi adesso, ci siamo inceppati, ma tutto riprenderà in qualche modo...Ah, dimenticavo la nota di colore: sfogliandolo ho ritrovato una vecchia banconota da 5000 lire che mi ha riportato indietro nel tempo, non la trovavo più e la davo per perduta, oggi mi ha regalato un sussulto di buonumore...



























sabato 28 marzo 2020

E' IL TEMPO DEL SILENZIO
















E' giunto il tempo del silenzio, in varie sfumature stiamo soffrendo tutti questa specie di 'arresti domiciliari'...
Una sofferenza silenziosa, silenziosa ma pesante per tutti, indistintamente: ricchi e poveri, giovani e anziani, maschi e femmine, sani e malati, da nord a sud... Nessuno sa quando finirà sto delirio, si fanno previsioni sperando nella brevità, ed ogni giorno che passa, ci sembra sprecato, non ci rendiamo conto che c'è sempre qualcuno che sta peggio di noi, perchè ricordiamoci che se non si hanno problemi di salute, in questo momento si è già dalla parte dei super fortunati (e diciamolo, per fortuna siamo la maggioranza). E' giunto il tempo dei libri, della musica, degli abbracci familiari, è giunto il tempo di ascoltare i silenzi, di capire cosa siamo qui a fare, è giunto il tempo di dare uno sguardo al passato e sognare un futuro, perchè ricordiamocelo, un futuro ci sarà sempre. Un amico mi ha dato da leggere un articolo dettagliato sulla 'spagnola del 1918-19', all'epoca non c'era nè tv nè internet, 22 milioni di morti, poi vi è stata la seconda guerra mondiale con il vergognoso uso della Bomba Atomica, con lo sterminio di milioni di uomini e di futuro ce n'è stato ancora, poi la follia delle Torri Gemelle... Pensavamo che fosse finita ? Oggi un nemico silenzioso ci sta tenendo a stecchetto, 100 anni fa sulla Terra vi erano un miliardo e settecento milioni di abitanti, oggi intorno ai 7 miliardi... Siamo nella parte più fortunata della Terra, o in una delle più fortunate, miliardi di persone vivono in povertà, per questo la speranza per il futuro deve essere positiva. Ci sarà una crisi economica ? Si ci sarà. Ci saranno molte più famiglie in crisi ? Si per forza, questo virus sta demolendo le certezze che avevamo fino ad un mese fa. Ecco, se riuscissimo ad eliminare dalle nostre menti la parola LAMENTO già scopriremmo che un fardello ce lo siamo tolti di dosso. Ci vogliono incattiviti ? E noi beffiamo tutti con un bel sorriso o una bella risata. Lo so che non è facile, ma un cambiamento dopo questa esperienza sarà necessario, godiamo del silenzio del presente per capire se ci serve davvero il fracasso che abbiamo intorno. Sempre.
E per finire, la più bella e universale citazione di Lorenzo il Magnifico:

Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza !!


venerdì 27 marzo 2020

NEI PRIMI SEI MESI DELL' AD1964



E sempre grazie a Luca Nazari, giornalista della Prealpina, oggi ci rifacciamo un viaggio nel passato, ed esattamente nel primo semestre del 1964: qualcuno ricorderà il simpatico centralinista Ezio Raimondi ? Ma passiamo oltre in ordine sparso: mi dispiace che le foto siano molto sfuocate, ma non si poteva fare meglio fotografandole su carta anche abbastanza deteriorata dal tempo...



Quindi il tiburio della Basilica Romana Minore (dal 1950) più o meno ogni 50 anni ha bisogno di un restauro: fu rifatto completamente l'esterno nel 1912, poi qui come vedete siamo nel 1964 ed attualmente è sotto 'i ferri' dietro le impalcature...



E giusto fuori dal confine, il nuovo stabilimento della Bassetti, quando il tessile tentava di sopravvivere con nuovi investimenti, ma sul finire del 900...



I legnanesi si lamentavano delle Farmacie lontane ed insufficienti: erano otto, ora sono 17...Basteranno ?



In Piazza Carroccio...























E la città si interrogava sul futuro, il legnanesi erano fieri del Grattacielo di piazza Mocchetti nuovo fiammante...






















E si piange la scomparsa del grande studioso ing Guido Sutermeister...






















Nel rione Canazza stava sorgendo un qualcosa di bello in quei colli quasi a ridosso del Comune di Cerro Maggiore...





Avevamo pochi giardini, ma quelli che c'erano, potevano essere oggetto di critica, foto sulla piazza carroccio...




E qui siamo alla foto più esclusiva del post: la ciminiera del cotonificio Dell'Acqua-Lissoni-Castiglioni che lascia il posto ai condomini di via  cavour e via don Emanuele Cattaneo. Il palazzo che vedete è quello piastrellato tra via Micca e la Don Cattaneo...la ciminiera è ancora in piedi in attesa dell'apertura della via che prima non c'era, sarebbe bellissimo recuperare l'originale di qs foto !





















Questa non ha bisogno di commenti: chi andava allo stadio negli anni 50-60-70 non poteva non conoscere il massaggiatore dei Lilla.

























E l'Olona era un cesso puzzolente, pieno di schiume spesse diverse spanne, il problema si mitigò solamente con la costruzione dei depuratori che comunque arrivarono sempre tardi, le puzze che ci siamo sorbiti ci hanno creato degli anticorpi fenomenali...




Un incidente rocambolesco, e quando si vede una foto così, vuol dire che negli abitacoli si facevano male sul serio...
























E la discussione di come rendere moderna la piazza, già partì dai tempi che furono, ricordate che la nostra fu poi completata nel 2006 con strascichi di polemiche che un po tutti ricordano e che ancora adesso alimentano dibattito sui social...





























Un angolo che fa notizia per i nuovi impianti elettrici della stazione, osservate bene la foto, il doppio sottopasso l'avevo rimosso...






Che bello rivivere cose che non ho mai vissuto dal vivo, ma vicino vicino a tutti noi, cose che in parte si ricordano a 70/80 anni se stimolate da immagini o supporti esplicativi...Io mi diverto assai, spero succeda anche a voi...



martedì 24 marzo 2020

N AVIGAN DO






















La bellezza di internet è quella di sapere che puoi essere qui ed anche a 10mila km da qui, parole, immagini, tutto quello che vuoi sapere o vedere o comprare è a portata di click. Come tutte le cose belle e funzionali ha dentro un inquinamento di fondo e per quanto ci si creda liberi di navigare in questo mare infinito, siamo in una gabbia, la rete, come si dice, che ci controlla ogni movimento, ogni nostro gesto. Anche la tv nata da noi 66 anni fa, poteva essere un mezzo straordinario di 'conoscenza', è diventata quasi da subito un mezzo per tenerci gregge, per farci passare momenti spensierati, peccato, o forse perchè va bene cosi. Ho intitolato il post N.AVIGAN.DO prendendo spunto da ciò che ha fatto smuovere un ragazzo dall'accento romano sulle speranze di guarigione con quel farmaco. Il virus del messaggio, in questi 2 giorni ha scatenato di tutto: insulti e apprezzamenti, e per quelli 'vecchi' come me o  più di me , sicuramente sarà tornata alla mente la famosa diatriba del caso del prof. Di Bella, lo ricordate? Settimane e settimane di testimonianze pro e contro la cura dell'esimio professore, teorie, complotti, interessi di vari 'potentati'... Finì tutto in una bolla di sapone, il prof morì, ereditò gli studi il figlio e nei seguenti 40 anni si continuò e si continua a morire di cancro di varie specie . Oggi siamo addirittura incarcerati per questo virus che spaventa tutto il mondo, basta connettersi con un qualsiasi sito di webcam mondiali e vedrete quanto deserto c'è, sia in Italia sia in altri posti dislocati lontano da noi... Il nemico si chiama PAURA DI MORIRE.  Sto ragazzo ha 'osato', ma tra le tante bufale che girano, qualcuno lo ha preso sul serio, almeno a parole: l'Agenzia del farmaco italiana ha detto ok alla sperimentazione, Zaia e Fontana hanno detto si, forse perchè dire 'sperimentiamo' non costa nulla, la cosa che mi fa paura, diciamo così, è che, passato il fuoco di paglia, tutto poi tornerà come prima, e come dice il vecchio saggio in maniera cinica "tanto di qualcosa bisognerà morire". Se andate sul sito aggiornato in tempo reale italiaora.org scoprirete che nella sola Italia muoiono circa 1800 persone al giorno, contro 1200 circa nuove vite, muoiono di cancro circa 500 persone al giorno nel silenzio assordante, che solo nell'intimo  suona fortissimo per i parenti delle vittime... Quando sarà finita sta storia, inizieremo ad aver paura di darci la mano, di abbracciarci, di darci un bacio, di questo forse non ce ne rendiamo conto, avremo i nostri problemi per le nostre attività lavorative (chi più e chi meno) ma dovremo giocoforza andare avanti. I nostri bambini, ragazzi, giovanotti, non ne verranno fuori serenamente da questo trauma, sentiamo tutti il desiderio di tornare 'liberi' di poter organizzare le nostre giornate. Gli sciacalli della politica e degli interessi personali, troveranno indici da puntare su tutti per cercare consenso, a Legnano senza sindaco bisognerà inventarsi qualcosa non avendo il bersaglio da colpire verbalmente. Che AVIGAN sia una parola di speranza universale per tutti i problemi del mondo, non solo quelli per sopravvivere, ma semplicemente per 'vivere' questa breve vita... Gli anagrammi di 'vagina' e 'naviga' sono beneauguranti per il futuro della specie umana sul pianeta terra.


domenica 22 marzo 2020

IMMAGINIAMO IL SANT'ERASMO...

























Questa è forse l'immagine più antica che abbiamo della facciata del vecchio Ospizio, sul fronte strada del Sempione,  dal 1880  gli passava davanti il tram, prima a vapore poi elettrico, nel 1927 si inaugurò la struttura che ora vediamo e già solo in questi 93 anni di cose ne sono cambiate un sacco, figuriamoci nei 7 secoli precedenti... 


































Dati certi sull'anno di fondazione e dei fondatori del luogo, che dava ospitalità a chiunque fosse in difficoltà, non ce ne sono, le teorie più accreditate parlano di Bonvesin de la Riva o Domenico Vismara, sul finire del 1200, ma la vicenda è così lontana che non ce ne vogliano i due transitati prima di noi sulla terra che ora calpestiamo tutti i giorni, curioso è invece l'epilogo della costruzione in sè, come tutte le cose, voluta da alcuni e osteggiata da altri... In campo per il rinnovo anche mons Eugenio Gilardelli che per primo si presentò dall'allora Sindaco Vignati e senza mezzi termini sfilò dal portafoglio 20.000 lire per dare il buon esempio ( e ventimila lire non erano i 10 euro di oggi)




Qui si nota anche la vecchia facciata della chiesa, rimodernata in concomitanza con la costruzione del nuovo Ospizio, ora RSA.

Finita la Grande Guerra, arrivò la fondamentale scintilla che fece partire l'idea di rinnovare la vecchia costruzione grazie ad un lascito importante di Cristoforo Borsani: la Congregazione della Carità che gestiva l'ospizio non si lasciò sfuggire l'occasione e prima dei 10 anni successivi venne inaugurato (28.10.1927) il nuovo Ospizio. Il 17 aprile del 1920, l'ultima ospite, tale Giuseppina Cavalleri di anni 76 venne trasferita alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone, diciamo esattamente un secolo fa, e da quel momento, il pensiero  degli storici fu di salvare almeno gli antichi affreschi (tornati  tutti all'interno della nuova struttura). Per chi ne vuole sapere di più, cercate il libro dell'amico Gianni Borsa, lui e i suoi collaboratori hanno fatto proprio un bel lavoro 20 anni or sono e noi li ringraziamo con stima.


Mentre stavo preparando il post, la triste notizia della morte di mons Franco Carnevali  (68 anni), uno di quei ragazzi che hanno reso la mia infanzia 'bella' come animatore all'oratorio di san Domenico, lo voglio ricordare da giovane, da maturo e nell'ultima immagine reperita sul web, assieme a lui voglio ricordare la tenerezza di sua mamma Milea Venegoni mancata meno di 2 anni fa, una maestra di professione e nella vita, una catechista 'buona', capace di accarezzare anche i bambini meno accarezzati, non posso dimenticarla qui sul mio diario...
















































E colei che gli ha donato la vita... Ciao Milea Venegoni Carnevali.




sabato 21 marzo 2020

CERTE FOTO...


























Bersaglieri in bicicletta in piazza Monumento (queste bici in dotazione all'esercito erano chiamate 'la bersagliera' e prodotte a Legnano) 1940. A sinistra villa De Martini a destra casa Clerici, svetta verso il cielo una ciminiera della De Angeli Frua.

























Tra il '63 ed il '72, l'ufficio postale era li, su corso Italia, quelle che vedete è l'incrocio con via Giolitti/De Gasperi e l'area che vedete vuota è quella occupata ora dai portici di Mores (per capirci). Dove c'è la scritta stop negli anni del mercato in piazza don Sturzo, si piazzava sempre il custode delle biciclette (uno anche in largo Seprio) poi da li partivano le bancarelle del mercato bisettimanale.


















La via Alessandro Volta....di una volta... Villaggio case Cantoni, operaie e per impiegati, che si completava col dopolavoro oggi traformato in bfit.


















Oggi il mio amico Claudio di Gennaro, compie gli anni e mi ha regalato questa emozione scaricata dal sito della gazzetta sportiva del 1918: giochi militari al campo di via Lodi, quando c'era Sindaco Antonio Bernocchi e con lui il figlio di Franco Tosi Gianfranco e il comm Vignati... In quel campo il Legnano FC ci giocò dal 1913 al 1921, poi ci fu il trasferimento all'attuale comunale intitolato a Giovanni Mari...Nella foto centrale si riconosce via Massimo D'Azeglio mentre incrocia via Cappellini e la ciminiera della tessitura Agosti.





















La sede della vecchia Banca di Legnano nei primi anni del 900 ( e demolita nel 1980), nella foto sotto mentre passava un carro funebre di una persona nota, in alto invece il suo retro che mai abbiamo potuto ammirare dall'esterno, il muretto che vedete  in primo piano è quel ramo del fiume chiamato Olonella, si distaccava da via Pontida, percorreva l'interno della Cantoni, spuntava in piazza 4 novembre percorrendo l'attuale largo Tosi e via Gilardelli, per poi congiungersi al ramo principale in piazza Carroccio, fu coperta nei primi anni venti.






















Una foto rara di piazza san Magno durante la trasformazione del lato di fronte alla basilica: le aiuole erano praticamente nuove, fortemente volute dopo la Grande Guerra sia dall'amministrazione sia da mons Gilardelli, a sinistra il palazzotto che faceva angolo con via Cavallotti fino al 1969, quindi sostituito dall'attuale (Tezenis e tabaccaio), in mezzo il vecchio palazzotto con la vecchia farmacia centrale che nel 1927 diventerà tutto nuovo come adesso, e a destra, 10 anni dopo diventerà la nuova costruzione dei Bossi, commercianti di tessuti. La foto che vedete potrebbe essere databile tra il 1921 ed il '25, in una rara foto vi faccio vedere come era il palazzotto presente nei festeggiamenti del 1876 per il 7° centenario della battaglia ( in pratica si è diviso in due proprietà ed è stato ampliato prima di essere completamente cancellato)

















Poi osservate ciò che segue:











































































































Foto scaricata da internet di Lorenzo Taccioli