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martedì 1 gennaio 2019

SPRESIDENTE





















Il presidente della Repubblica, dovrebbe essere il garante per tutti noi, Mattarella che incarna il buon uomo saggio lo sembra. Con lui ho cantato l'Inno d'Italia a Rimini nella recente conferenza nazionale dell'Anci con grande emozione. Però, c'è un però, il però fondamentale che nessuno vuole considerare, ed è il diritto di poter scegliere. Nel silenzio generale, oramai da 4 lustri, in parlamento non ci vanno dei 'legislatori', coloro cioè che discutono e approvano nuove leggi, ma ci vanno dei nominati dai segretari di partito, non scelti da ciascuno di noi. E' una cazzata ? Esatto, la stessa cazzata che esiste tra un lingotto d'oro e uno di ottone. L'Italia oltre che Repubblica fondata sul lavoro, è anche una democrazia rappresentativa, vale a dire che i suoi abitanti (popolo) scelgono dei rappresentanti da poter mandare al parlamento centrale per poter difendere i loro interessi o ideali. Noi da 20 anni non scegliamo una beata fava, ci hanno imposto di scegliere al massimo un simbolo, poi i segretari decideranno chi mandare alla Camera o al Senato con poco margine di errore. Di questa vergogna se ne lamentava anche il rivoluzionario Grillo che a sua volta già al secondo giro istituzionale, se ne fotte di riportare la legge elettorale a 'democratica', perchè è più comodo avere e mantenere questa, in cui, da un ufficio milanese o romano si possa gestire il manipolo di manigoldi indicando loro quale bottone pigiare al momento opportuno. Ma è inutile prendersela con Grillo, Salvini, Berlusconi o Renzi, ce n'è uno che dovrebbe essere al di sopra delle parti, anzi, dirò di più, dalla nostra parte, e si chiama 'presidente della Repubblica'. Lui cosa fa ? Finge di non capire, far scegliere al popolo ? E chissenefrega, non è fondamentale, e questi sono i risultati: scappati di casa nei due rami del parlamento, fedeli alla bandiera di partito e ai loro emolumenti che non porteranno mai ai famosi 3000 euro/mese. Chi si disallinea viene cacciato, la questione morale di una legge, non ha peso, discutere le leggi?  Inutile, piano piano, questo neofascismo istituzionale ci avrà fatto un callo, che non scandalizzerà nemmeno i grandi intellettuali. Propaganda sta sostituendo la parola 'politica' e il Presidente cosa fa ? Tace, appare come il garante, ma in effetti è meglio definire 'il connivente'. Dopo aver visto saltare in aria Falcone e Borsellino, si conviene a tutti di portare a casa un buon emolumento e 'obbedire', per il 'credere' ci pensa la sacra romana chiesa, per il 'combattere', c'è sempre qualcuno che si porta in prima fila, si, a chiacchiere. W l'Italia, quella che ci meritiamo con il nostro silenzio assenso.

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