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lunedì 28 novembre 2016

107 ANNI CON PALAZZO MALINVERNI



























28 novembre 1909, viene inaugurato Palazzo Malinverni, in quel tempo non era ancora completo come ora, mentre su piazza san Magno la facciata è quella da 107 anni, lungo largo Tosi che all'epoca si chiamava via Franco Tosi, si aggiunse un altro pezzo nel 1933, esattamente dopo la quinta finestra, mentre nel 2002 fu ultimato con l'aggiunta della nuova sala consiliare ed il recupero del sottotetto. Centosette anni fa, scorreva anche l'Olonella tra piazza IV novembre e quella che diventerà piazza Carroccio...


Nella foto qui sopra si notino ancora il muro di cinta attorno alla Basilica e la vecchia costruzione sul fondo dove ora c'è la farmacia centrale e a fianco palazzo Bossi. L'Olonella fu coperta nei primi anni '20,
Palazzo Malinverni fu costruito velocemente, prima pietra nell'agosto 1908 con inaugurazione 15 mesi dopo...



















Eccoci quindi a cavallo tra gli anni 1908-1909, c'è il mercato in piazza e le impalcature che nascondono il futuro nuovo Municipio, come potete notare anche la basilica di san Magno non è quella di oggi, facciata e cupola verranno rinnovati in stile bramantesco tra il 1912 e il 1913...


Prima di Palazzo Malinverni, questo era il panorama della piazza, siamo a fine 800, sembra una foto di almeno 300 anni fa, quando ancora non esistevano le macchine fotografiche....


Ecco quindi il Palazzo completato nel secondo lotto, l'inquinamento dell'aria già all'epoca era notevole, guardate la differenza di colore tra il primo ed il secondo lotto dopo la quinta finestra...
Poi mutò anche largo Tosi, venne creata piazza Europa a fianco alla via Lanino, il nostro Municipio tocca piazza san Magno, via Luini, largo Tosi e via Lanino guardando appunto anche su piazza Europa.
Infine uno scatto recente benaugurante col nostro bellissimo palazzo municipale, auguri, 1000 anni di lunga e operosa vita !



Sette anni fa, all'epoca del secolo compiuto, questo video messo in rete per conoscere meglio i Palazzo Municipale più bello della Lombardia, cliccatelo....



sabato 26 novembre 2016

ANCHE FARIOLI DICE NO



























Giovedi scorso, ho speso la mia serata per partecipare ad un incontro organizzato a Busto Arsizio da Movimento X della senatrice Laura Bignami, che assieme all'ospite ex onorevole Carlo Stelluti hanno cercato di spiegare le ragioni del NO relative al pasticcio della cosiddetta 'riforma costituzionale'. La sala delle tramogge era semideserta, una 50ina di persone hanno sfidato il maltempo per ascoltare la conferenza e tra questi 50 c'era anche l'ex Sindaco ed ex consigliere regionale Gigi Farioli il quale al termine ha voluto prendere la parola per dire la sua, ed ho scoperto che dietro quel 'buonuomo' che ho sempre definito 'il gigante buono' c'è un oratore con un'intelligenza finissima, ed è per questo che lo voglio ricordare sul mio blog. Il suo intervento è su you tube e ve lo linko qui sotto, e siccome il tema è il NO al pasticcio della riforma costituzionale, voglio sottolineare le parole espresse da un ex Sindaco, che nell'ultima tornata elettorale ha sfondato il muro delle 1000 preferenze, e a questo punto, capisco il perchè:


Il succo delle affermazioni di Farioli è quello espresso in queste parole:

'Ho l'amore del dubbio e non delle certezze, ma ho maturato una convinzione che è una certezza:  che noi, troppo superficialmente, ci stiamo avvicinando a questo referendum del 4 dicembre, non rendendoci conto che, per chi ha ancora un po di amore per questo Paese, e per chi ha un po di amore per la libertà, e chi ancora ritenga che la democrazia non sia un ferro vecchio, ha una sola scelta: QUELLA DI RISPEDIRE AL MITTENTE QUESTO PASTICCIO. Io non sono tra coloro i quali definiscono la nostra Costituzione, la più bella Costituzione del mondo,  ma sono tra coloro i quali ha maturato la certezza, CHE NON SI PUO' CAMBIARE UNA COSTITUZIONE DI UN PAESE, A COLPI DI MAGGIORANZA.  Ha fatto questo errore anche il centro destra nel 2006, l'ha fatto parimenti nel 2001 il centro sinistra, io ho commesso la colpa di votare in entrambi i casi SI, d'ora in poi credo che chiunque voglia toccare questa Costituzione, debba farlo attraverso un'Assemblea Costituente, eletta appositamente con indirizzo PROPORZIONALE  dai Cittadini, perchè l'errore grave è cercare  di trovare soluzioni a problemi enormi con metodi SURRETTIZI  e FALLACI, perchè la verità di questa riforma è esattamente l'opposto di quello che ci sta dicendo chi oggi sta sostenendo questa riforma.

Gigi Farioli  continua poi nelle motivazioni, su diverse sfumature del metodo, ma quanto scritto in  grassetto mi sembra possa bastare. Complimenti poi alla capacità oratoria dell'ex primo cittadino bustocco, onestà intellettuale anche nei confronti di chi lo ha sfidato nella tornata amministrativa recente e passata. Grazie Gigi, è stato bello ascoltare al termine della serata una ulteriore conferma:

LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA PER DESIDERI NON DEMOCRATICI, SE IL POPOLO E' SOVRANO, IL POPOLO SCELGA I PROPRI ESPERTI, e sia ridato al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti da portare in parlamento, questo è un altro bel problema da risolvere.






















venerdì 25 novembre 2016

NON CI RESTA CHE PIANGERE ?

Quando trovo delle novità, lo sapete, non riesco a trattenerle per me, le voglio condividere, e domenica scorsa, ho acquistato al mercatino di piazza Ferrè, questa pubblicazione datata 1976, 25° anniversario della fondazione della Famiglia Legnanese, settimo centenario della memorabile battaglia di Legnano del 1176. Sono passati 40 anni da quella pubblicazione, la FL ha ora 65 anni, diciamo è entrata nella 'terza età' ma la cosa che più mi ha colpito, non sono state le immagini delle persone, ma le pubblicità in chiusura del libro, pubblicità che vi giro pari pari, senza commenti, perchè non vi è nulla da commentare, se non constatare che il 90% delle industrie non c'è più, i nomi delle banche sono cambiati, e chissà quanti di voi hanno lavorato in una di queste attività... Guardatele e fatele scorrere con parsimonia, rivedrete il film della vostra vita ...
























































Me car Legnàn !!!













giovedì 24 novembre 2016

LA VECCHIA CASERMA DEI CARABINIERI




































E cosi, arrivò il giorno dell'alienazione della vecchia caserma dei Carabinieri di via dei Mille, poi passata a sede della provincia qualche lustro fa ed infine sotto l'egida della trasformazione della Provincia ( cioè la Città Metropolitana) viene messa all'asta e credo non ci vorrà molto per vederla trasformata in una nuova palazzina per allargare l'isolato. Intendiamoci, di bello in quel cortile c'è proprio poco, se vedessi crollare in fretta  quel muro di Berlino prospiciente al giardino Parini presso la via san Martino sarei ben felice, cosi quell'isolato vivrebbe di nuova linfa... ma in quanti si ricordano dei Carabinieri in via dei Mille ? Adesso non ricordo la data precisa del trasferimento del Comando Carabinieri in via Guerciotti, ad occhio direi fine anni 80 ( aggiorno con certezza la data di trasferimento: estate 1984, fonte 'profilo storico della città di Legnano'), ma pensare la caserma ancora li in quel buco, arrivati al terzo millennio pare veramente una roba inconcepibile. Forza costruttori e architetti, fuori un' idea geniale per rinnovare quel quadrivio cosi strano, ove da una parte c'è un asilo, dall'altra una villa d'epoca, dall'altra ancora un condominio formato da giardino, villette e multipiano, dall'altra ancora, un vecchio bar.... Mi aspetto l'idea del secolo...

Foto di Paolo Formigoni
























Fonte: Profilo storico della città di Legnano, 1984, D'Ilario, Gianazza, Marinoni, Turri

sabato 19 novembre 2016

L'ABBRACCIO DEL NOSTRO FIUME OLONA






























La serata del 17 novembre al Leone da Perego, mi ha trascinato in un turbine di entusiasmo che è in quantità quasi uguale a quello degli amici Franco Brumana, Maurizio Finocchiaro e Adriano Garbo, impegnati a vari livelli per promuovere questa 'passione' legata al fiume cittadino, passione che mi piace guardare con gli occhi del legnanese estinto che ha vissuto in passato un'altra cosa rispetto a noi, oggi grazie anche e soprattutto all'entusiasmo profuso da Guido Sutermeister, impareremo qualcosa di nuovo sulla storia del nostro fiume, che inizia il suo percorso legnanese proprio da questa cascatella che esiste dietro le cascine bellissime ristrutturate di via Gabinella.
Partirei quindi con la prima piantina del percorso, cosi capiamo tutti bene cosa c'era più di 150 anni fa nel nostro territorio, con tanto di nomi e riferimenti dei luoghi, originali dell'epoca e con le modifiche datate 1960 che sapientemente Sutermeister ha realizzato per noi. Queste notizie sono tratte dal fascicolo numero 18 del 1960, editate dalla Società Arte e Storia di Legnano.


Cosa c'è di interessante in questa piantina ? Come scrive GS, la pianta originale è del 1859, poi aggiornata al 1930 e con i tratteggi e suggerimenti finali datati 1960. Qui siamo nel tratto tra la Gabinella e via Calatafimi, dove ha inizio il Museo Civico fuori quadro. Bene, le curiosità oltre ai nomi dei luoghi sono la via Gabinella com'era all'epoca, i rami dell'Olona intorno ai mulini, il cavo Diotti che partiva da li e scorreva lungo il Sempione. Il primo mulino da nord segnato come 'Cottica' diventò una delle prime filature con proprietario Achille Thomas, negli anni in vita GS tentò disperatamente di salvare le ruote dei mulini, probabilmente in molti lo presero per 'fanatico'... Al centro del disegno il mulino 19 del conte Prata, li passarono la mano tra il XIX° e il XX° secolo industriali che si ricordano ancora: Carlo Martin dal 1821, poi Saverio Amman, poi Borghi e la tessitura Tobler per poi passare tutto ai Bernocchi, di quel luogo ci è rimasta la villa Tobler trasformata da decenni in asilo per l'infanzia con quel bel portale d'ingresso sul Sempione davanti a via san Francesco.


Passiamo ora al tratto che comprende via Pontida fino a largo Tosi a grandi linee: via Pontida incredibile con 3 diramazioni e 3 ponticelli, mentre la via per Legnanello diventò col tempo via Eugenio Cantoni, partendo da piazza 4 novembre dirigendosi verso il Sempione, l'Olona e l'Olonella hanno le separazioni anche nel nome ed il Pirovano ci regala il dipinto del mulino 30 detto del 'Sighètt'
























Non riesco a riscrivere tutte le considerazioni di Sutermeister relative all'abbandono dei mulini, ma tutto ciò meriterebbe una ristampa integrale del fascicolo, mi limito alle curiosità: il vicolo Pomponio era dedicato ad un Lampugnani, mentre a destra ritrovate di fianco al vicolo dello scaricatore, il maniero dei Lampugnani, ricostruito fedelmente in corso Garibaldi dietro le scuole Mazzini (museo). Facciamo un altro passo verso sud:



Il 'ponte carrato' è l'attuale inizio della via Milano col proseguimento su piazza carroccio, qui l'Olona fu fagocitata dal Cotonificio dei fratelli Dell'Acqua, mentre da via Pontida a via Matteotti, sapete bene, furono i Cantoni ad essere per decenni e decenni proprietari della 'zona'... I mulini 37 e 39 furono dipinti a fine 800 dal Pirovano e poi fotografati qualche anno più tardi, guardate le due immagini successive...



Che ne dite ? Stiamo facendo un cammino fantastico nella storia di oltre un secolo e mezzo fa ? Ed ora passiamo alla piantina numero 4 scendendo giù verso il Castello...



Che belle le indicazioni che ci ha regalato Sutermeister, quindi ora sappiamo per certo che nel 1939 il corso del fiume lungo via Guerciotti fu cambiato e 'raddrizzato', il mulino 45 già dal 1824 fu di Eraldo Krumm che vi impiantò una filatura ed è quella che vediamo nelle foto seguenti con il campanile della Madonna delle Grazie sullo sfondo. Dopo Krumm che diede vita assieme al Cantoni alla Franco Tosi, la stessa zona fu proprietà della tessitura Mambretti, poi Scossiroli ed infine cotonificio di Villa Cortese.


Ed il 'ponte romano' che si vede sulla piantina vicino al cotonificio Borri e Ronchi. Infine, la piantina numero 5, dal Castello al confine con San Vittore Olona:

Ecco, sfatato il mito, il conte Durini possedeva quasi tutti i mulini, e di quello oramai distrutto dietro il Castello di proprietà comunale dal 1987, guardate che bella immagine ci ha lasciato il super Guidone Sutermeister:



A seguire altre immagini dell'Olona e Olonella in Legnano, che viaggio fantastico nel passato....











Ed infine il video della piantina incollata nel percorso da nord a sud. è stato un post lungo, ma ne è valsa la pena...