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venerdì 3 luglio 2015

LA MAGNIFICA INVENZIONE DEI 'SOCIAL'


Prendo spunto da alcune discussioni che nascono per la strada o anche sui social, sul ruolo vero o presunto di questi 'mezzi di comunicazione' in cui non sei solo ascoltatore o telespettatore  bensi parte attiva, diciamo che il social ti fa sentire 'importante' perchè puoi scrivere e quindi dire quello che ti pare. Ho amici e conoscenti che del social non gliene può fregar de meno, altri che vogliono far sapere a tutto il mondo dove sono, cosa mangiano, come si sentono, se stanno a bolletta, se hanno mal di pancino e altre cose del genere...Ci sono quelli che pur avendone la possibilità di interagire, non parlano perchè amano guardare e al massimo cliccare un 'mi piace', perchè sono timidi o hanno paura di scrivere malamente, ci sono gli eternamente incazzati, quelli che vogliono avere sempre l'ultima ecc ecc ecc. Poi ci sono milioni di sfumature che sfuggono: gli appassionati di qualsiasi cosa che siano farfalle, francobolli o sesso esplicito...Perchè demonizzare il social ? Vedo in giro gente con l'iphone in mano, non solo giovanotti che in compagnia ascoltano (?) con le orecchie e sono concentrati sul display, gente che guida e risponde sui social o ai messaggi sms...
Facendo un passo indietro, quando nel 1954 furono attivati i primi programmi RAI qualcuno per bene aveva pensato che questa rivoluzione comunicativa avrebbe portato in  fretta l'Italia fuori dall'analfabetismo e avrebbe insegnato un sacco di cose bellissime a noi tutti, qualcun altro invece ha pensato che con la TV si può tenere sotto controllo un popolo intero, perchè insegnare loro le cose del mondo ? Meglio fargli credere ciò che vogliamo....
Dopo mezzo secolo, il social arriva e ti da una grande possibilità di diventare PROTAGONISTA dei tuoi pensieri, perchè rinunciare ? I 'professoroni' non amano il social perchè infarcito di deficienti, ignoranti, arroganti, presuntuosi, razzisti, e chi più ne ha ne metta, ma questo è lo specchio della vita reale, ne più ne meno, i 'professoroni' vanno a chiedere consenso a chiunque, i professoroni vogliono fare affari con chiunque e con qualsiasi ceto sociale...
Per tornare a chi sul social non vuole esprimere le proprie opinioni perchè 'non è il luogo adatto' dico solo che se hai la coda di paglia il tuo luogo adatto sono solo le stanze dei bottoni, buie e piene di uomini grigi, il social è trasparenza dove renderti conto che se stai parlando con un cretino puoi rispondergli garbatamente non più di 2 volte perchè alla terza diventi come lui, ma un tentativo di dialogo lo hai voluto, perchè tutti hanno diritto di cambiare idea ma anche di tenersi la propria...Capito ? Non è difficile, è un esercizio di socialità bella e buona, non ce lo ha ordinato il medico ma non è nemmeno un male incurabile, i tumori sono altri nella società, forse i tumori siamo proprio noi che vogliamo trovare il modo di 'curare gli altri' ( con tutti i difetti più che i pregi del caso).
Abbiate fiducia in voi stessi, il coraggio di confrontarvi, senza chiudervi a riccio nelle convinzioni universali...Se ne imparano tante nella vita, si può imparare anche a rapportarsi virtualmente, ma quanto accorciano le distanze i social ? Dai professoroni, entrate nei social ad insegnare qualcosa di positivo, tutta l'umanità avrà guadagnato qualche cosa, oppure siete degli egoisti, e pure misantropi. Tiè.


1 commento:

  1. Grazie ai social ogni distanza e virtualmente cancellata, termini come socializzare e interfacciarsi hanno cambiato il modo di condividere pensieri ed esperienze. C'è chi considera i cinquatenni che hanno un profilo su facebook tutti dei marpioni e si rifiuta categoricamente di considerare, anche solo l'idea, di poter entrare nel libro delle facce. C'è chi invece, probabilmente, non riuscirebbe più a vivere senza cliccare un mi piace, come se fosse una droga.
    Si dice che fare quello che ci piace ci rende felici.....allora quasi quasi mollo tutto e divento felice...

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