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domenica 26 aprile 2015

LA FESTA DELLA FAMIGLIA


Mi commuove molto questa vecchia foto, l'ing Franco Tosi era cosi umano che aveva anche una famiglia, con anche 5 figli, 3 maschi e due femmine...Mi commuove perchè il Tosi è stato assassinato a 48 anni, nel pieno della sua maturità, chissà se fosse vissuto un quarto di secolo in più cosa sarebbe successo...Mi commuove anche perchè i tre figli maschi che una volta laureati entrarono in azienda, diedero l'anima, ma un destino crudele si abbattè su di loro: morirono tutti, anche loro a 48 anni... Mi commuove anche il fatto che l'ing Franco Tosi, perì nel 1898, e come non bastasse, l'anno successivo toccò anche alla moglie, signora Schoc, lasciare i 5 figli senza genitori, eppure erano ricchi e potenti... Mi commuove il fatto che le figlie femmine non ebbero futuro nell'azienda arrivata ai giorni nostri, e questo non lo perdonerò mai all'ingegnere, non furono mai ricordate con un albero sempreverde, come invece toccò ai maschi Gianfranco, Giulio ed Eugenio...
Carla Eugenia, la più piccola delle figlie nel 1950 perdonò pubblicamente l'assassino di suo Padre (Garuzzi, condannato all'ergastolo e poi scarcerato in quell'anno), questo bel gesto, non fu enfatizzato da nessuno, brava Carla Eugenia, ora qualcuno in più conoscerà questo tuo grande gesto...

1 commento:

  1. Un operaio licenziato dal suo stabilimento, ed emotivamente instabile, ha ucciso, lo scorso 25 novembre, l’industriale Franco Tosi con un colpo di rivoltella. È stato celebrato un funerale pubblico e la giunta comunale di Legnano, di cui Franco Tosi era assessore, ha fatto affiggere questo manifesto: “Cittadini! Un immenso lutto ha colpito il nostro comune; un esecrando delitto gli ha rapito nel comm. Ing. Franco Tosi il suo più illustre cittadino che coll’ingegno e coll’operosità onorava Legnano e l’Italia, e seppe dare all’industria meccanica incremento, perfezione e fama”. Secondo la Cronaca del Corriere della Sera “dai balconi e dalle finestre, molti dei quali coperti da gramaglie, erano esposte bandiere tricolori, raccolte all’asta, abbrunate”. Luigi Canzi, ingegnere, amico di Tosi, ha scritto oggi una lettera al Sole per rievocare lo scomparso, nella quale dice: “Tante rare qualità devono essere ricordate; anche come esempio moralizzatore, occorre che un monumento sorga ad attestare che la riconoscenza pubblica non vien meno a chi, coll’ingegno, illustra la patria e dà lavoro alle popolazioni”. In tutti questi casi le sintesi biografiche si trasformano in altrettanti exempla dei valori condivisi e ricordati al pubblico come orizzonte normativo da seguire. E vi è, certo, un evidente intento pedagogico, ma prima ancora, prerequisito necessario all’azione pedagogica, vi è un’esibita condivisione dei valori etico-politici comunitari, primo fra i quali quello del patriottismo». [Alberto Mario Banti, Storia della borghesia italiana: l’età liberale, Donzelli 1996]

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